SPAZI UNIVERSITARI – Qualche spunto dal Congresso

SPAZI UNIVERSITARI – Qualche spunto dal Congresso

Continua la nostra rubrica sul Congresso dove vi proporremo le nostre riflessioni su valori e questioni cardine per il Coordinamento per il Diritto allo Studio e per tutti noi studentesse e studenti. Oggi si parla di spazi universitari, biblioteche ed aule studio!

L’Università è da sempre luogo di sapere, cultura e discussione. Anche Pavia, come importante centro universitario, necessita di spazi adeguati ed il più possibile aperti a tutti gli studenti ed ad attività formative, anche autogestite, che favoriscano l’interscambio del sapere.
L’UniPv ha il compito quindi di coinvolgere il più possibile gli studenti nel progettare nuovi spazi, proprio perché saranno loro in particolare ad occuparli ed a viverli.

Cortile Teresiano

Come Coordinamento rivendichiamo da sempre infatti la riappropriazione degli spazi universitari da parte degli studenti: spazi anche da riqualificare e valorizzare come ad esempio il Cortile Teresiano, ora ridotto a parcheggio e che potrebbe essere destinato ad un uso più proficuo ed utile come area verde per studio, socialità ed iniziative. Inoltre cerchiamo di proporre gran parte delle nostre iniziative all’interno degli spazi universitari: culturali, informative, di socialità e svago a prezzi popolari
(Indie, UMF).
È indispensabile inoltre sottolineare lo scopo sociale che la nostra università deve ricoprire per la città: servizi e spazi devono essere il più possibile aperti e fruibili a tutta la cittadinanza.

Aule, cortili e biblioteche non sono solo luoghi per lezioni ed esami, ma spazi dove lo studente può trovare la propria dimensione individuale e collettiva di socialità, spazi quindi di formazione e di autodeterminazione. Oltre ad opportuni spazi di studio individuale e di ricerca bibliografica serve investire su luoghi aperti e spazi cittadini di incontro e aggregazione, dove lo studente possa valorizzare le proprie potenzialità, non solo accademiche.

AULE STUDIO E BIBLIOTECHE

Ci siamo sembra battuti perché questi spazi potessero rimanere aperti per più tempo possibile, e nell’ultimo nostro mandato si sono raggiunti i migliori risultati come l’apertura prolungata (anche nei weekend) delle biblioteche, come San Tommaso, e nuovi servizi per gli studenti. L’emergenza sanitaria ha purtroppo frenato il tutto e rimandato il progetto, imponendo una chiusura forzata. Ci siamo quindi impegnati per minimizzare le ripercussioni sugli studenti, spingendo per la massima riapertura possibile in sicurezza e valorizzando i servizi contactless e di accesso a banche dati e materiale bibliografico in remoto.
In futuro ci batteremo per eliminare le limitazioni degli accessi a biblioteche ed aule studio ed in generale agli spazi universitari, chiaramente nel momento in cui le condizioni pandemiche lo permetteranno. Regole ingiustificate per limitare gli accessi sono infatti una violazione del diritto che la comunità studentesca ha di usufruire dei propri spazi.

Biblioteca San Tommaso

Rimane evidente però il problema di fondo: gli spazi disponibili non sono assolutamente sufficienti per rispondere a tutte le esigenze della comunità accademica. Sarà indispensabile mantenere aperta almeno un’aula studio per ogni polo universitario ed alcune biblioteche centrali, con più posti e servizi a supporto di studio e consultazione: oltre a San Tommaso, sono in programma la ristrutturazione del primo piano del Polo Cravino e la creazione della biblioteca unificata di Giurisprudenza, Scienze Politiche ed Economia.

I sistemi di monitoraggio della capienza potranno rimanere in forma più leggera per consentire agli studenti di verificare dallo smartphone gli orari di apertura e quanti posti siano disponibili nelle biblioteche, per poterle sfruttare al massimo nel rispetto della privacy.

In base anche a come andranno le aperture prolungate nel 2021 sì sperimenterà una nostra proposta ormai storica: un’aula studio disponibile 24h su 24 con accesso gestito in automatico dall’Ateneo Card.

Crediamo infatti in un’università in cui la cultura è realmente universale e universalistica, punto di incontro, luogo per eccellenza fisico dove la cultura nasce e si sviluppa. Dovranno quindi esserci meno barriere possibili per favorire l’inclusività e la condivisione degli spazi, senza discriminazioni ingiustificate.
Negli scorsi anni ci siamo
infatti battuti con successo per aprire a tutti gli studenti UniPv la
Biblioteca di San Tommaso, prima limitata negli accessi solo a quelli del dipartimento di Studi Umanistici e poi dell’area umanistico-sociale.

L’episodio ha comunque fatto emergere la
comprensibile esigenza di alcuni studenti (in particolare di Lettere, Storia e
Linguistica) che utilizzano quella biblioteca quasi come se fosse un laboratorio e che, conseguentemente, necessitano di poter trovare presso quella biblioteca
spazi adeguati e consoni per la consultazione. Rimane necessario constatare che andrebbero individuati nuovi e opportuni spazi per sopperire a queste esigenze specifiche.

Rimane infine da sostenere il lavoro fatto dal Sistema Bibliotecario di Ateneo per l’implementazione dello scaffale
aperto che favorisce la libera fruibilità dei libri e invoglia l’utenza ad usufruirne
spontaneamente, generando interesse e curiosità, tra l’altro microchippando il materiale
librario facilitando la categorizzazione dello stesso.
Bisogna prestare inoltre attenzione all’arredamento
interno, all’illuminazione ed alle condizioni di temperatura per adattare gli ambienti e renderli
sempre più accoglienti e fruibili agli studenti.

Il centro della vita universitaria di ogni studente sta anche nella biblioteca, un luogo che va assolutamente garantito e più che mai difeso.

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